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Celebrando l'Eredità Iconica: La Storia Incredibile della Fiat Tipo
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Articolo Redazionale di Link Motors Franchising

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Celebrando l'Eredità Iconica: La Storia Incredibile della Fiat Tipo

La Fiat Tipo è stata un punto di svolta nell'automobilismo italiano, un capitolo chiave dopo le iconiche Fiat 500 negli anni '60 e la Panda negli '70 e '80. Era il momento di una compatta che prendesse il posto della Ritmo e sfidasse le concorrenti nel segmento C come la Lancia Delta, la Ford Escort, l'Opel Kadett e la Renault 19. Così nacque il progetto interno Tipo Due nel 1987, posizionandosi tra la Fiat Uno (Tipo Uno) e la Tempra (Tipo Tre). Il debutto avvenne nel 1988, e l'anno successivo la Tipo conquistò il premio come auto dell’anno, una conferma del suo impatto. 

Tra l'88 e il '95, quasi due milioni di esemplari trovarono acquirenti, mentre il suo telaio modulare diventò la base per altre vetture del Gruppo, inclusi modelli come le Alfa Romeo 155 e GTV. Le sue sostitute, la Fiat Bravo e la Brava, non riuscirono a replicarne il successo e l'appeal, consolidando la reputazione della Tipo come l'ultima grande compatta di casa Fiat, fino al suo ritorno nel 2015. 

Cosa la rendeva così speciale? Oltre al design pulito, ampie vetrate e linee moderne per l'epoca (il montante anteriore era curvo senza angoli netti), la Tipo era incredibilmente spaziosa e pratica per la sua categoria. Il bagagliaio da 350 litri, l'abitabilità posteriore e l'ariosità dell'abitacolo erano tra i migliori nel segmento. La carrozzeria zincata rappresentava una novità per Fiat, prevenendo la ruggine e l'usura, mentre il portellone posteriore in vetroresina era leggero e pieghevole, conferendole una particolare curvatura. 

Gli interni erano di alta qualità e il design molto personale, differenziandosi dai modelli concorrenti. Già al lancio, gli allestimenti offrivano una gamma completa di funzionalità: persino l'allestimento "Base" vantava caratteristiche come il lunotto termico, tergicristalli a quattro velocità, predisposizione per l'audio e gruppi ottici all'avanguardia per l'epoca. 

Le versioni più accessoriate, come la DGT (digitale), presentavano una moderna strumentazione digitale con schermo a cristalli liquidi, regolazione della luminosità e un pannello di controllo avanzato. Finestrini elettrici, chiusura centralizzata, rivestimenti in velluto per i sedili, paraurti in tinta con la carrozzeria e frecce anteriori bianche completavano l'offerta. 

Al lancio, la Fiat Tipo offriva tre motorizzazioni benzina e due diesel. Le varianti benzina erano da 1.1, 1.4 e 1.6 litri, con potenze di 56, 76 e 90 CV, mentre i motori diesel erano da 1.7 e 1.9 litri, con potenze rispettivamente di 58 e 90 CV. La versione turbo diesel, la T.ds, nota per il suo look sportivo con fendinebbia, paraurti in tinta e optional come l'ABS a quattro canali, era considerata la più dinamica della gamma fino all'arrivo della 1.8 i.e. con 136 CV, capace di raggiungere i 204 km/h e accelerare da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi. 

La seconda serie, introdotta nel 1993 per adeguarsi alle norme anti-inquinamento Euro 1, presentava un look più arrotondato, fari anteriori più morbidi, logo Fiat più piccolo sulla griglia anteriore e miglioramenti alla sicurezza come barre di rinforzo nelle portiere, montanti più robusti e opzioni come airbag, pretensionatori delle cinture, ABS e quattro freni a disco. Una versione a 3 porte dal design sportivo si unì alla gamma, mentre nel 1994 l'allestimento HSD garantì ulteriori dotazioni di sicurezza, confermando l'impegno della Tipo verso la protezione degli occupanti. 

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