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Abarth, un affascinante percorso di dedizione alle prestazioni e alla personalizzazione, prosegue con determinazione nell'epoca dell'elettrificazione.
Blog Automotive

Articolo Redazionale di Cristina Stentella

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Abarth, un affascinante percorso di dedizione alle prestazioni e alla personalizzazione, prosegue con determinazione nell'epoca dell'elettrificazione.

 

Pioniere del tuning sia tecnico che stilistico, il celebre marchio dello Scorpione fa il suo ingresso nell'era dell'elettrificazione con la 500e, portando con sé una storia intrisa di modelli iconici, vittorie in competizioni di rilievo e primati.  
 


La 500e rappresenta la primissima incursione elettrica dell'emblematico marchio Abarth, e lo fa mentre il marchio dello Scorpione celebra orgogliosamente settantaquattro anni di storia.  

 

L'avvincente racconto di questo brand, che ha trasferito l'anima delle corse nel mondo della produzione di serie, trova le sue radici nel lontano 1949, quando Carlo Abarth fonda a Bologna, insieme al pilota Guido Scagliarini, l'Abarth & C. La loro prima creazione, la 204 A, un affascinante roadster biposto derivato da una Cisitalia e spinto da un motore Fiat 1100 elaborato, diventa parte integrante della storia nel maggio del 1950, quando Tazio Nuvolari corre e trionfa nella sua ultima gara: la Palermo- Monte Pellegrino. 

 

Da quel momento in poi, il palmares dello Scorpione ha costantemente ampliato la sua collezione di record, abbracciando sia il mondo dello sport che dell'industria, sempre fedele alla filosofia del fondatore incentrata sull'innovazione tecnica, la ricerca delle massime prestazioni e l'attenzione artigianale ai dettagli sia tecnici che estetici.

 Muovendo i primi passi nell'ambito agonistico, dove raccoglie vittorie su pista e su strada e votanti numerosi primati, il marchio cattura rapidamente l'interesse degli appassionati di guida, offrendo anche kit di personalizzazione racchiusi in "cassette di trasformazione", che aumentano potenza, velocità e accelerazione. 

 

 

Tra gli elementi distintivi di questi kit emergono le marmitte, le quali nel corso degli anni diventano una vera e propria icona dello stile Abarth. L'entusiasmo suscitato da queste marmitte è tangibile, tanto che nel 1962 la produzione raggiunge la notevole cifra di 257.000 unità, di cui il 65% destinata all'esportazione. Oggi, il distintivo sound Abarth viene reinterpretato per la 500e elettrica, sebbene generi opinioni contrastanti tra gli appassionati. 

 

 

Abarth, rivisitando la Fiat 500 verso la conclusione degli anni Cinquanta, dà vita inconsapevolmente al movimento conosciuto come "Cinquecentismo". In effetti, la Fiat 500 Abarth si trasforma in un autentico mito, capace di affrontare con la stessa destrezza sia la routine quotidiana che, nei fine settimana, dominare trionfalmente l'ambiente delle competizioni. I risultati ottenuti spingono Carlo Abarth a dichiarare con orgoglio: "C'è una soddisfazione speciale nell'umiliare vetture di classe e prezzo superiori con una modesta utilitaria". 

 

Le vittoriose imprese contribuiscono a rinsaldare ulteriormente la collaborazione con la Fiat. Di fronte ai sorprendenti successi delle Fiat 500 in giro per il mondo, e considerando l'eccezionale aumento di immagine, la Fiat promette ad Abarth un premio in denaro per ogni trionfo ottenuto. Successivamente, emergono nuove varianti della 500 (come la 595 e la 695, single che ancora oggi identificano le Abarth con motori a combustione interna) e successivamente una serie di appassionanti reinterpretazioni di modelli Fiat. 

 

Tra queste, troviamo la 750 e la 850, oltre alle affascinanti 1000 Tc, derivate dalla base della 600. Il rombo di queste vetture spinge persino Franklyn Delano Roosevelt Jr., figlio del presidente degli Stati Uniti, a siglare un accordo esclusivo per la distribuzione delle auto Abarth negli Stati Uniti. Nel frattempo, la gamma si sviluppa tra le versioni Tc, che indicano le vetture da Turismo Competizione, e Ot, che rappresentano le vetture Omologate per il Turismo. 

 

 

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